Metodo di studio

La distinzione fra i termini “metodologia di studio” e “metodo di studio” è di fondamentale importanza. E’ importante puntare sempre l’indice sulla necessità di essere attivi, di decidere ciò che si vuole, di coltivare un pensiero critico e di mantenere viva la curiosità.

Anche nel nostro corso sul metodo di studio ci avvaliamo di tali principi basilari.

Il termine “studio” è spesso associato alla parte più negativa dell’apprendimento, quella che richiama alla mente le esperienze traumatizzanti vissute sui banchi di scuola. Invece di essere considerato la chiave per ottenere il sapere, e cioè la massima espressione del nostro essere, lo studio spesso è visto come un dovere, un compito noioso e poco motivante. Addirittura, a volte il termine “studio” evoca la costrizione (è ciò che ne pensa di solito uno studente).

Lo studio, invece, è semplicemente un’attività cosciente che ha come scopo quello di apprendere una materia specifica.

Qualche studente esclama:

“Ho studiato sette ore e non ricordo nulla, il mio amico studia un’ora sola e prende bei voti”. Spesso ciò accade proprio perché lo studio è inteso come un obbligo, un dovere da compiere. Quando viene svolto per hobby, non solo tali problemi non sussistono, ma il rendimento di studio è maggiore: subentra la passione che funge da motore e rappresenta una forza che spinge ad andare sempre avanti con entusiasmo.

Una delle prime regole è quella di imparare a controllare la propria emotività, in quanto le conseguenze di essa assumono spesso particolare rilevanza come fattori di autosuggestione negativa: la “vittima” delle proprie emozioni, a scuola come nel lavoro, dubita di sé e delle proprie capacità, arrecando un’insicurezza a volte irreversibile.

Per l’aspetto tecnico-pratico, lo studente deve imparare a prendere appunti, a svolgere un tema ed esporre in pubblico le proprie conoscenze. Ci sono, inoltre, accorgimenti da non trascurare, quali: “innescare la curiosità” e suscitare la “voglia di apprendere”.

In sostanza, bisogna esaminare i vari espedienti che consentono di scoprire “la pietra filosofale” degli studenti, cioè come migliorare il proprio rendimento, diminuendo il tempo di applicazione.

Ciò anche perché la decisione di studiare a lungo non sempre è la scelta migliore: a volte può addirittura indurre lo studente, stanco e affaticato, ad adottare un cattivo atteggiamento nei confronti dello studio stesso.

Questo è il punto essenziale di divergenza con quella didattica che propone un metodo di studio meccanico, quasi robotico. Al centro di tutto il sistema errato di insegnamento, non c’è l’individuo che apprende e filtra le informazioni, ma la conoscenza in senso lato: il fatto di dover apprendere meccanicamente delle informazioni uguali per tutti e di ripeterle “a pappagallo”.

Il risultato di un simile studio annulla la personalità.

2016-03-14T14:36:22+00:00